Donne ArbitroRagazze arbitro 8 - Storie dal campo - Roba da Arbitri

Oggi raccontiamo l’esperienza di Alice, pseudonimo di una ragazza giovane e determinata, come tutti coloro che scelgono la strada dell’arbitraggio. Alice inizia ad avvicinarsi al nostro mondo circa quattro anni fa, dopo aver da poco smesso di praticare un altro sport, totalmente distante da quello dell’arbitro di calcio. Ha sempre avuto una grande passione per il calcio, seguiva e segue tuttora anche i campionati più sconosciuti! Spesso ci si imbatte nella realtà arbitrale davvero per caso ed è ciò che è accaduto anche a lei:

Devo ringraziare il supplente di motoria della mia scuola se mi sono avvicinata a questo mondo perché proprio durante una delle sue lezioni ci aveva informati che la Sezione della mia città avrebbe tenuto un incontro per presentare il nuovo corso arbitri. E poi niente, il giorno dell’incontro si sono presentate le ragazze insieme al Presidente della Sezione e mi hanno convinta praticamente da subito, anche se tra i candidati al corso erano presenti solo ragazzi. Forse è proprio questo che inizialmente mi ha frenato nella scelta, ma vedere loro così fiere e soddisfatte delle loro carriere arbitrali mi ha fatta sentire subito all’altezza di poter provare questa fantastica avventura.

Alice ci spiega che sicuramente il fatto di essere una ragazza-arbitro non l’aiuta:

Per alcuni è una sorta di “sacrilegio”, non solo perché sostengono che la figura dell’arbitro è già di per se qualcosa di “terribile” oppure è “la rovina del calcio”, figuriamoci poi se a ricoprire questo ruolo c’è una donna!

Il ruolo dell’arbitro dagli occhi di una ragazza

Per quanto riguarda le difficoltà riscontrate effettivamente sul campo, Alice sostiene di essersi ritrovata a dirigere gare abbastanza difficili rispetto alla categoria in cui milita attualmente. Tra queste ce n’è una in particolare, che probabilmente non dimenticherà con molta facilità. Si tratta di una gara tra una squadra seconda in classifica, ad un paio di punti di distanza dalla prima, ed una società terzultima, a rischio retrocessione. E’ il penultimo turno di campionato. La situazione si prospetta già poco favorevole. Inizialmente tutto fila liscio poi, verso la fine del primo tempo, Alice si distrae per via di un giocatore a terra e da lì nasce l’episodio:

Ad un paio di metri da me “si narra” che due giocatori si siano spintonati. Io, senza aver potuto valutare la situazione, vado comunque sul posto per ammonire il giocatore di casa che sembrava il reo del fatto. In realtà non ero per niente sicura di quello che fosse accaduto perciò ho tirato fuori l’ammonizione solo a mezz’aria per poi pentirmi e rimettere il cartellino giallo immediatamente nel taschino.

Questa mia ingenuità provoca la reazione spiacevole non tanto dei calciatori in campo quanto piuttosto sugli spalti, dove erano presenti non solo i genitori ma anche la prima squadra della società di casa. Questi ultimi hanno iniziato ad urlare, a dire che mi avrebbero aspettata fuori dal terreno di gioco, minacciandomi di cose indicibili. Cerco di portare a termine il primo tempo e nello spogliatoio scoppio a piangere, subendo un vero e proprio attacco di panico. Non volevo scendere più in campo per portare a termine la partita. In seguito la situazione si è calmata per fortuna.

Devo veramente ringraziare innanzitutto l’osservatore che mi ha tranquillizzata, ma anche i capitani di entrambe le squadre che hanno subito capito e mi hanno reso il secondo tempo in discesa. Ricordo con molta amarezza quei momenti, anche perché all’epoca avevo solo sedici anni. In ogni caso sono serviti a farmi crescere e a rendermi più forte.

Essere apprezzati per la professionalità

Il ricordo più bello di Alice, nell’ambito della sua esperienza arbitrale, ha a che fare con il fatto di essere apprezzati per ciò che si fa con passione e serietà. Al termine di una sua gara, nonostante la sconfitta, il presidente della squadra di casa le bussa alla porta dello spogliatoio per donarle un piccolo mazzo di fiori dicendole: “Voglio darle questi fiori perché credo che affrontare a testa alta come ha fatto lei questa gara, a prescindere dal risultato, è veramente da apprezzare! Lei si è fatta rispettare e questo l’aiuterà sicuramente non solo in campo ma anche nella vita”.

Cara Alice noi di Roba da Arbitri ti auguriamo davvero con tutto il cuore che sia così! Grazie per averci raccontato la tua esperienza, speriamo che possa essere d’aiuto ad altre ragazze che si trovano a vivere le stesse difficoltà.

Se sei una ragazza e vuoi raccontarci la tua esperienza, compila il form!

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